PER UNA POLITICA DI RISPARMI ENERGETICI - 2

C un'altra storia da raccontare, e poi le due storie dovranno essere combinate insieme. Ho scoperto il problema "metano" non su Internet, ma leggendo un articolo su Scienze (la traduzione italiana di Scientific American) nella ormai lontana seconda metà degli anni settanta.

La crisi del petrolio del '74 faceva ancora sentire pesantemente i suoi effetti, e grande era l'interesse sui mass-media per i problemi energetici. Anche su Scientific American si intensificarono gli articoli che trattavano questo argomento.

Uno di questi faceva il punto sulla quantità di petrolio estratto dall'inizio dell'era delle perforazioni petrolifere fino a quel momento. Una volta determinato l'ammontare complessivo del petrolio estratto e consumato, veniva aperta una breve parentesi per dire che, se tanto era il petrolio estratto, altrettanto metano era uscito dai pozzi petroliferi solo per essere immediatamente bruciato sulla sommità dei tralicci di perforazione (altrettanto metano considerato in termini di tonnellate di petrolio equivalente, ovvero equivalente in termini di calorie che si ottengono bruciandolo).

I tralicci di perforazione, sormontati da una grande fiamma, caratterizzano i campi petroliferi: quella grande fiamma è proprio il metano che sta bruciando. Mi ricordo in quel periodo un altro articolo apparso sulla stessa rivista scientifica, nel quale venivano mostrate immagini della Terra riprese di notte. Si poteva vedere nel territorio della Libia una zona fortemente illuminata come se si fosse trattato di una regione intensamente urbanizzata. Erano invece, in pieno deserto del Sahara, i campi petroliferi del paese nordafricano.

Ma per quale ragione si estrae tanto metano per bruciarlo inutilmente subito dopo? Per capire il problema è sufficiente fare riferimento a nozioni che si possono trovare in qualsiasi enciclopedia per ragazzi della scuola dell'obbligo. I giacimenti petroliferi sono solitamente costituiti da tre strati. Al livello più basso sta uno strato di acqua, sopra l'acqua "galleggia" il petrolio, dato che è più leggero, ed al di popra dell'olio sta il metano che, essendo un gas, è ancora più leggero.

Non si deve pensare a questi giacimenti come a dei laghi sotterranei, ma a liquidi o a gas che impregnano delle rocce porose che possono avere la consistenza della sabbia o della ghiaia. Quando un tubo di perforazione intercetta lo strato di petrolio a centinaia di metri di profondità, è facile escludere lo strato di acqua che sta più in basso, ma non è possibile evitare che insieme al petrolio arrivi in superficie anche il gas metano.

All'inizio dell'era del petrolio, in pieno diciannovesimo secolo, dato che non esisteva nessuna tecnologia per contenere il metano e dato che il metano mescolato con l'aria forma una miscela altamente esplosiva, l'unica soluzione consisteva nel bruciare il gas man mano che usciva dal pozzo di perforazione. Il fatto è però che ancora adesso, forse i tre quarti del metano estratto insieme al petrolio, vengono distrutti in questo modo.

Ma non siamo più nell'Ottocento: siamo nel 2000! Adesso ci sono tutte le tecnologie e tutte le infrastrutture necessarie per l'utilizzo del metano. Non solo. Il metano, almeno come combustibile per il riscaldamento e per la produzione di energia elettrica, è migliore dello stesso petrolio per la semplice ragione che è molto meno inquinante. Inoltre, una volta costruiti i metanodotti, può essere trasportato a costi inferiori e senza rischi ambientali.

È quindi veramente paradossale che si continui a discutere nei più inportanti consessi internazionali dell'effeto serra, e che neppure si accenni a tutto il metano (un combustibile pulito!) che continuta ad essere estratto per essere immediatamente, e inutilmente, bruciato. L'opinione pubblica non è mai stata informata del più importante sperpero di risorse della Storia, in Italia sicuramente.

Negli ultimi 20 anni in Italia non si è mai parlato del metano in questi termini, e nessuno, nè la televisione, nè i giornali, nè gli ambientalisti ne hanno hai informato l'opinione pubblica. Posso affermarlo con certezza perchè io c'ero, la televisione la guardavo ed i giornali li leggevo. Come mai non se ne è mai parlato? Come mai, con tutto il fiorire di convegni sull'ambiente, con tutte le discussioni che si sono fatte sui problemi energetici, con tutte le organizzazioni ed i partiti ambientalisti, un simile problema non è mai arrivato all'attenzione dell'opinione pubblica?

Per me è veramente un mistero.

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