PER UNA POLITICA DI RISPARMI ENERGETICI - 3

Sia come sia questo colossale sperpero di energia può essere visto oggi come una possibilità altrettanto grande di ridurre l'estrazione dal sottosuolo di idrocarburi. La situazione è un pò quella già vista per la canapa: risparmiare idrocarburi è conveniente sia dal punto di vista economico che ambientale.

È sempre così quando si impara ad evitare gli sprechi inutili di risorse primarie strategiche e limitate. "Quanto" sia conveniente lo si può verificare facilmente. Espandere l'uso del metano significa andare a consumare una parte di quel metano che ora viene estratto dal suolo solo per essere immediatamente sprecato. E nello stesso tempo vuol dire sostituire i consumi di petrolio con questo metano.

In altre parole la sostituzione del petrolio con il metano provoca la diminuzione della quantità di metano sprecato e nello stesso tempo riduce la richiesta di petrolio. Poichè insieme con il petrolio viene su anche il metano, riducendo la richiesta di petrolio si risparmia anche il metano estratto con esso - metano destinato a sua volta ad essere sprecato.

Per chiarire meglio il concetto proviamo a fare un esempio.
Immaginiamo un condominio che abbia bisogno di 100 tonnellate di nafta all'anno per il riscaldamento. Se l'impianto di riscaldamento è costituito da un bruciatore, dalle tubazioni e dai termosifoni, la sola sostituzione del bruciatore con un bruciatore di metano consentirà di utilizzare 100 tonnellate di metano che ora vengono inutilmente bruciate, e risparmiare l'estrazione del petrolio necessario per ricavarne 100 tonnellate di nafta "più" cento tonnellate di altro metano (metano espresso in tonnellate di petrolio equivalente e destinato ad essere inutilmente estratto e bruciato).

In sostanza la sola sostituzione del bruciatore in un condominio che consuma 100 tonnellate di nafta all'anno, determina il risparmio netto di 200 tonnellate di petrolio equivalente, che non vengono più estratte e immesse nell'ambiente. E questo finchè ci sarà metano che viene estratto e bruciato senza essere utilizzato. Questo prima ancora di pensare ad interventi di coibentazione e senza diminuire il livello del consumo o del confort.

Oltretutto per un paese come l'Italia che importa quasi tutta l'energia che consuma è anche importante ricordare che la riduzione della richiesta di petrolio sui mercati internazionali comporta una moderazione dei prezzi degli idrocarburi. E non si capisce perchè, in un paese che è dotato di una rete di distribuzione del metano che arriva dappertutto, non sia diventato obbligatorio per legge l'uso del metano per il riscaldamento.

Ugualmente non si capisce perchè solo una piccola parte dell'elettricità prodotta nel nostro paese derivi dal metano. E se era difficile capirlo prima immaginiamoci adesso che esistono le turbine a gas avanzate. Dato che queste turbine consentono di raddoppiare il rendimento delle centrali elettriche, sostituendo le centrali a nafta con analoghe centrali a metano provviste delle turbine a gas avanzate, si otterrà un risparmio di combustibile pari al 400 % di quello che sarà il consumo! Davvero un bel risultato!

Naturalmente oltre a questo ci sarebbe anche una sostanziale diminuzione della polluzione atmosferica, il dimezzamento del costo dell'energia elettrica ecc. Tenuto conto poi che con la canapa si potrebbe fabbricare non solo la carta, ma anche i materiali plastici, le vernici ecc. si potrebbe fare a meno sia dei prodotti leggeri del petrolio (nafta, kerosene, benzina) che di quelli pesanti (dai quali si estraggono materiali plastici e sostanze chimiche varie) che contribuiscono più o meno in pari misura all'inquinamento dell'ambiente.

E così il quadro sarebbe davvero completo. Se solo lo volessimo potremmo salvare la metà degli alberi che ogni anno vengono abbattuti, più che dimezzare l'estrazione e la combustione di idrocarburi, diminuire sostanzialmente l'effetto serra, ridurre l'inquinamento dovuto a fumi, plastiche, pesticidi (evitare la maggior parte delle malattie di cancro) ecc.

E perchè non dovremmo volerlo?
Non solo tutto questo è possibile, ma anche molto conveniente economicamente, e consentirebbe infine di migliorare la bilancia dei pagamenti e di creare nuovi posti di lavoro.

Ma allora, che cosa ce lo impedisce?
Solo la stupidità dei nostri uomini politici!

Gennaio 1998


Il giorno 27 luglio 1999 è stata data la notizia ufficiale della costruzione del gasdotto tra l'Italia e la Libia.
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